Travolti da un insolito destino

“Procedemmo spediti, e da uno squarcio tra gli alberi vidi più in basso i tetti di Plan, non sapevo dove mi stesse portando, ma andava bene così.

La via che Manfredi aveva scelto era poco distinguibile, e io temetti ci fossimo persi; continuammo ad avanzare e raggiungemmo uno sperone roccioso, un punto pericoloso, molto esposto. “Lui” mi aiutò con dolce attenzione, superammo la parete rocciosa e aumentammo l’andatura; il sentiero ritornò a essere ben percorribile e si biforcò, prendemmo una stradina a destra continuando a salire in silenzio”

Neve e nebbia

Care amiche e cari amici, di seguito troverete alcune righe di testo dal libro d’amore in “giallo” che sto scrivendo.

“Sospirò, era meglio partire prima che la visibilità fosse totalmente compromessa, scrutò tra la neve e la nebbia, le parve che la pista fosse libera e si mosse. Raggiunse la parte opposta senza scontrarsi con alcun sciatore, anche perché non ne passò nessuno. Conosceva quel luogo e sapeva che il rifugio era servito da una corriera che scendeva a valle, e c’era ancora tempo per prendere l’ultima corsa”

Ah, l’amore, che eccezionale medicina per l’anima!

Care amiche e cari amici, i due protagonisti del libro d’amore “in giallo” che sto scrivendo provano il grande sentimento che è l’amore.

“Quella mattina avevo ancora diciassette anni e la vita mi aveva offerto la risposta all’esistere: Manfredi era con me e insieme avremmo eretto dighe impossibili, distrutto barricate e volato sul mondo infischiandocene dei laccioli imposti dalla comunità.Io gli tenevo la mano, lui mi guardava, mi sorrideva, e mi stringeva a sé; le nostre labbra s’incontravano e sapevano di ghiaccio, mentre il nostro cuore ardeva e fondeva i pensieri in un unico liquido primordiale”