Verso la felicità

Ormai era tutto sistemato, avevo una giornata intera da trascorrere con “Lui”

Corsi in camera e lasciai un biglietto alle mie amiche, naturalmente chiesi loro di coprirmi le spalle, poi me ne andai; uscii dalla porta del bar che si trovava proprio dal lato del parcheggio e raggiunsi Manfredi; salii in macchina, lui si allontanò velocemente e prese la strada che scendeva verso Ortisei, il paese più grande della valle.

“Da quando ci siamo lasciati non ho smesso un solo minuto di pensare a noi due e all’incredibile sintonia che provo a starti solamente accanto” mi parlò con un tono avvolgente, intimo, dolcissimo “Giulia, tu sei l’incontro che aspettavo, ti conosco da poco, ma credo di non sbagliarmi”

La radio in quel momento stava trasmettendo la Serenade di Shubert e io, completamente persa, appoggiai la testa alla sua spalla: avrei seguito quel ragazzo in capo al mondo!

Dopo tanto tempo ancora non mi capacito di come sia stato possibile che un sentimento così forte non sia riuscito a vincere sugli elementi avversi che la vita mi ha posto davanti. Il destino a volte è crudele, dà e toglie a suo piacimento! Mi aveva dato così tanto e mi aveva tolto così tanto!

In quel momento, mentre la macchina ci portava via, ero così felice che mi pareva che lo spazio tra me e gli altri si fosse annullato e finalmente fossi immersa nel mondo, plasmata insieme alle cose: ero la neve, la roccia, io ero tutto con lui!

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