Tratto dal libro: Il persecutore

Trascorse la giornata tra mille problemi e incombenze, dimenticandosi completamente di quanto le era accaduto il giorno precedente; solo il silenzio, scandito dal vibrare del computer, le diede il senso del tempo: la sera giunse e con lei il buio. Guardò fuori dalla finestra e notò che erano rimaste poche auto nel parcheggio, la visuale era libera. In quel momento entrò nel suo ufficio l’addetto al servizio delle pulizie, lei lo osservò e, con un sospiro di sollievo, poté constatare che era sempre lo stesso, e che il persecutore del giorno precedente non si era ancora infiltrato nel suo ufficio. Controllò, per sua tranquillità, che lo spray fosse al suo posto e uscì; l’entrata principale dello studio dava in un cortile, in pochi passi fu sulla strada principale, la sua macchina era parcheggiata dal lato opposto, la vedeva benissimo.

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