Gallica raffinatezza

” … Con i piedi o le zampe a bagno tutti starnazzarono come oche rinfrescandosi, per poi sedersi a riva ad aspettare la chiamata per il desco: l’appetito faceva udire la sua voce.

Furono fanciulle dai capelli rossi e dalle guance rosee ad avvertirli di tornare al villaggio, dove era stata imbandita una rozza tavolata, che era stata adornata da fiori di campo per dare un tocco di gentile gallica raffinatezza.

La cena fu semplice ma sufficiente per palati affamati: i boccali di birra scorsero a litri sia negli stomaci sia addosso ai commensali, mentre radicchio di campo condito solo con sale, pane un po’ troppo duro, formaggio stagionato e frutta dissetante riempirono le ciotole; infine fu servito dell’idromele lasciato a raffreddare nel fiume.

Dopo una così lauta libagione il villaggio si addormentò: chi sulle panche, chi rotolato a terra, chi rimasto dov’era caduto, e tutti russarono beatamente …”

 

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