Strani grandi massi

 

” … Non si fermarono a riposare e continuarono ad avanzare; a tratti una foschia ricca di particelle acquose li avvolgeva, ma loro andarono avanti anche a rischio di mettere i piedi in fallo e cadere nel vuoto.

Il sentiero iniziò ad allargarsi a tal punto da ospitare tutto il gruppo riunito.

La canoa da portarsi sulla testa era pesante, e decisero di fermarsi solo il tempo per riprendere fiato accomodandosi su un tappeto di paglia che pareva messo lì a posta per loro; Max decidendo di schiacciare un pisolino appoggiò la testa su un grosso masso di uno strano colore, quasi bianco, dai riflessi perlacei.

Stava lasciandosi andare al dolce dormire quando gli parve di udire il rintocco di una campana. Cosa strana proveniva dal masso. Vi avvicinò l’orecchio, il suono si fece ancora più potente, incredulo arretrò e vide il formarsi di una crepa. Il masso inaspettatamente si ruppe e una testa spelacchiata apparve.

“Non sono rocce! Sono uova di un grosso…dinosauro!” urlò Max guardando quattro uova affiancate.

Tutti si girarono e videro un cucciolo di dinosauro uscire e fare i primi passi verso il ragazzo.

“Presto, andiamocene, potrebbe arrivare la madre, ricordatevi le parole di Brenno!” e Iulia concitata riafferrò la canoa insieme al suo compagno e si allontanò velocemente. Gli altri non se lo fecero ripetere due volte e la seguirono alla massima velocità …”

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